sabato 8 aprile 2017

Intervista a Mattia Conti, regista di Welcome to Insomnia



 
1.       Ciao Mattia, ci racconti in breve la tua biografia? 

Sono cresciuto a Molteno e fin da piccolo ho sentito di amare la lettura e la scrittura. Ho frequentato il liceo artistico e ho scoperto la passione di raccontare attraverso le immagini. Ho proseguito con una laurea in Comunicazione e una specialistica in Televisione e Cinema che mi hanno insegnato cosa significhi scrivere e dipingere attraverso l’audiovisivo: fotografia e suono al servizio di una storia. Oggi lavoro a Dry Media, una casa di produzione televisiva.  La narrazione resta ciò che più mi appassiona, la porto avanti con cortometraggi e con la scrittura. Proprio con due racconti sono riuscito a ottenere due riconoscimenti: il Premio Campiello Giovani nel 2011 e il Prada Journal nel 2013.

2.       Come hai conosciuto Marcus Stranaluna…ops…Gianluca Alzati?

 Avevo sentito parlare di Gianluca diversi anni fa ed ero riuscito ad assistere a una bella presentazione di un suo libro, che ricordo ancora perché accompagnata da dei brani musicali molto coinvolgenti. Poco tempo dopo abbiamo avuto la possibilità di lavorare insieme a un laboratorio di scrittura per i suoi studenti e abbiamo capito da subito di essere sulla stessa lunghezza d’onda: ci accomuna la passione per la scrittura, la stessa idea di che cosa sia un “buon libro”. Da allora ci siamo ripromessi di condividere un progetto in futuro e con Welcome to Insomnia si è presentata l’occasione giusta!

 


3.       Il video di Welcome to Insomnia sembra un piccolo cortometraggio: da quali idee sei partito e a cosa ti sei ispirato per la sceneggiatura?
 
Prima di tutto ho cercato di capire con Gianluca che tipo di clima si immaginasse per Insomnia. Gianluca era nel vivo della scrittura e mi ha dato moltissimi spunti. Volevamo raccontare un incubo ma anche giocare con gli stereotipi dell’horror e del videoclip. L’idea di base è quella di un viaggio in un luogo parallelo, fuori dal tempo, un luogo dei sogni e degli incubi, capace di evocare spettri ma anche di sdrammatizzare, strizzando l’occhio agli amanti del genere. Non è da tutti i giorni avere la possibilità di filmare il prof. Stranaluna in persona, farlo camminare tra le macerie di Insomnia, interagire con gli spettri, inseguire Emma! Sul set ognuno aveva capito come muoversi, da Gianluca a Debora fino alle bravissime ragazze del corpo di ballo e quando tutti sono sul pezzo non è così difficile portare a casa del buon materiale!

 


4.       Le riprese del video sono molto particolari e diverse tra loro: ci puoi dire che strumenti hai usato per effettuarle?

 Per girare ho utilizzato una reflex montata su steadycam (uno stabilizzatore per realizzare video in movimento), carrello e cavalletto. Era infatti fondamentale giocare su immagini in movimento per seguire Gianluca durante l’interpretazione del brano e per rendere dinamiche tutte le riprese. Credo che oggi anche con attrezzature leggere si possa ottenere un buon risultato ragionando sullo storyboard, sulla costruzione della scena e i segmenti narrativi che si vogliono sviluppare nel videoclip. Il montaggio è nato spontaneamente seguendo le note del brano: era già tutto nella canzone, andava soltanto tradotto in immagini.
 
 5.       Tu sei un giovane regista ma hai già girato diversi lavori, tra questi ce n’è uno ambientato proprio a Consonno, ce lo racconti?

 Si tratta di Zona01 ed è nato come puntata pilota per un concorso indetto da Moviemax e Iulm. Il tema era “Senzaparole”: dovevamo riuscire a produrre la prima puntata di una serie web che aveva come unico vincolo quello di essere muta, senza alcuna battuta di dialogo. Ho immaginato uno scenario post apocalittico. Gli uomini hanno dimenticato il suono e il linguaggio e vivono di immagini. Gli umani si dividono in due categorie: gli Zero, costretti in schiavitù con delle cuffie isolanti e come unica consolazione la possibilità di assistere a proiezioni di immagini, e gli Uno, gli oppressori che li mantengono in schiavitù privandoli della possibilità di comunicare tra loro. Consonno è stato la cornice perfetta per ambientare questa storia ed è stato un grande punto a nostro favore: con la puntata siamo riusciti a vincere il concorso!

guarda il video:  Zona01

6.       Da scrittore oltre che regista, cosa pensi del romanzo “Welcome to Insomnia”?

 Io credo che ogni buon romanzo sia come una terra da visitare, un luogo con dei sapori, colori, vibrazioni autentici. Se una storia non riesce a creare un luogo, ad accenderci la voglia di esplorarlo, allora ha fallito. Il romanzo di Gianluca è molto efficace nel trasportarci dentro e fuori da Insomnia. Il luogo che attraversiamo durante la lettura è come la stanza degli specchi deformanti che spaventa uno dei personaggi. In ogni angolo possiamo scorgere il riflesso di una paura, un’angoscia che appartiene ai giovani protagonisti ma anche a ognuno di noi. La narrazione ti prende per mano e non ti abbandona mai a te stesso, ti conduce attraverso i corridoio della scuola, nell’oscurità di una camera da letto, fino a trasportarti proprio a Insomnia.

Gianluca – Stranaluna ha costruito per i suoi ragazzi e per noi lettori una ragnatela di citazioni, riferimenti, che spaziano dalla letteratura al rock, da Dante e Mary Shelley fino alle copertine degli Iron Maiden! La musica è un elemento fondamentale e sembra fare da contrappunto all’intera storia, una vera e propria colonna sonora con una vita propria. In qualche modo sembra fare anche da ponte tra il passato e il presente, tra l’universo di riferimento di Stranaluna e quello dei suoi giovani studenti.

Quello di Gianluca è un libro che dovrebbe leggere ogni ragazzo per riuscire a affrontare tutti gli spettri nascosti nella propria “città fantasma”, dal bullismo alle droghe fino alla pedofilia.

Sono convinto però che non si tratti di un romanzo per i soli ragazzi.

Qualcuno ha affermato che la paura sia la più antica e potente emozione umana e Welcome to Insomnia dovrebbe essere letto da chiunque non voglia più avere paura della paura.

Sono davvero felice di aver partecipato al racconto per immagini di questo mondo misterioso, lontano e vicino, reale e immaginario a cui Gianluca è riuscito a dare vita!

 

Grazie Mattia, è stato davvero un piacere lavorare con te. Difficilmente si incontrano persone capaci e competenti nel loro mestiere, ma anche di grande spessore umano e con le quali è proprio bello e arricchente condividere progetti ed emozioni. Sai cosa ti dico? Se “Welcome to Insomnia” potesse mai diventare un film, mi piacerebbe che fossi tu a dirigerlo.
Che la paura sia con te ;)

Gianluca
gianlucaalzatiinsomnia Web Developer

Nessun commento:

Posta un commento